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Al nostro Priore
Il 21 ottobre ’07 giorno della mia elezione a nuovo Priore della Contrada S. Maria, mi si chiese di fare il classico “discorso… discorso”.
Ma un po’ per l’emozione, un po’ per il film di dame e cavalieri che di colpo mi trasportava indietro nel tempo, quasi non riuscii a proferire parola. Ora che il tempo ha in parte calmato la emozioni, approfitto di questa pagina per ringraziare la Contrada tutta e in particolare il nostro Priore Sig. Sandro Nelli per i dodici anni trascorsi al timone di comando della Santa Maria.
Quando nell’ormai lontano 1995 insieme ad altre persone, alcuni ancora ai propri posti, vero Angiolé, rispose presente ad una idea che sembrava più una scommessa, come è riportato nella pubblicazione dell ’ Ente Palio del Saracino: “ tra storia e fantasia “ 2007, nessuno poteva immaginare che la sua “idea di contrada” mettesse radici così profondamente tra i presenti.
Ascoltarlo mentre esponeva la sua idea diventava prioritario. Siena era la sua capitale, Pintoricchio il suo alter-ego, il Giglio di Francia il suo fiore preferito.
Presentava stampe per la realizzazione dei costumi d’epoca,
dove a volte la ricerca del particolare, di un determinato ricamo, di un colore, portava via intere serate. Coinvolgeva i contradaioli con gite a cortei storici per prendere spunti anche nei comportamenti di sfilata. Grazie alla sua cuoca personale, per fortuna anche nostra, studiava e faceva mettere in forno ricette antiche, dove la ricerca delle spezie dell’epoca non era un particolare secondario. Ha da sempre predicato la qualità del mangiare e questo si è tramutato in affezionatissime tavolate che ormai ogni anno ci fanno visita. La sua politica lungimirante ha portato la nostra Contrada ad avere in magazzino una prestigiosa scelta di costumi, e una taverna di prim’ordine, vuoi per le infrastrutture ( decorate dal grande Disegnello ), vuoi per la cucina storica che sforna piatti da leccarsi le dita.
Certo non sono mancati i momenti difficili, dove la ricerca di trasparenza ha sfiorato un po’ tutti. Momenti alimentati ad arte da chi non ha trovato il coraggio di metterci la faccia, covando odii e rancori personali. Invece, sono stati proprio questi ambigui personaggi a ricreare tra di noi un nuovo collante, a cancellare quelle atmosfere di sospetto, e ricreare momenti di puro divertimento . Bisogna dare atto al nostro Priore, che ha saputo ben comprendere il momento, lasciando sfogare gli eventi, per poi tornare con nuovo e rinnovato entusiasmo, proponendo e sostenendo il discorso di unione della Contrada e mettendo in secondo piano i rancori. E’ stato con questo nuovo spirito che ha spronato tutti a continuare a costruire sui rapporti umani, mettendosi sempre in gioco e mettendo sempre in primo piano la Contrada S. Maria.
Per tutto ciò, te ne saremo sempre grati.
Il Priore
Chiavari Demetrio
“Io sono …la Contrada ”
Stare insieme. La frequentazione è la cosa più importante per far si ché la Contrada prosegua la sua crescita autonomamente. Dobbiamo costruire le giuste condizioni in modo che la contrada sia un punto di confronto continuo, una fucina di nuove idee, dove ognuno possa mettersi in gioco, dobbiamo evitare che i paesani pensino alla Contrada come ad un club privée. Solo frequentandosi, una persona sa, coglie i cambiamenti, propone, diventa linfa vitale per la Contrada stessa,e sviluppa nello stesso tempo il proprio “ spirito contradaiolo”. Dobbiamo costruire un punto critico/costruttivo continuo, che sia di stimolo per i ragazzi più giovani , un punto aperto a tutti coloro che vogliono conoscere e sviluppare l’”idea di contrada”. Un punto che accolga al suo interno persone nuove, un punto dove tutti gli attori abbiano un copione condiviso da interpretare e il fine non sia niente altro che:” l’espressione dell’anima contradaiola “
In proposito, voglio raccontare un episodio a noi successo nella gita annuale che quest’ anno ha toccato ( non a caso ) Siena. Messer Massimo, nel domandare ad una contradaiola ( invitata a parlarci del Palio ) per chi facesse tifo, ebbe come risposta : “Caro signore io non tifo per….Io sono la Contrada” mettendo in mostra con orgoglio,con fermezza da non ammettere repliche la propia anima contradaiola . Certo Siena è Siena…ma vivere la quotidianità con spirito contradaiolo è alla portata di tutti noi.
Dobbiamo usare ogni mezzo disponibile per farci e fare conoscere le nostre attività ( opuscoli, giornali, internet, mostre ecc. ) non solamente per un mese, ma per tutto l’arco dell’anno: per es. prendendo parte alle rievocazioni storiche che si svolgono nei paesi limitrofi.
Tutto questo non deve sfuggire ad un corretto comportamento e ad un codice contradaiolo non scritto, dove il rispetto per le nostre tradizioni storiche e culturali va posto sempre in primo piano.
Certo il pericolo che, oggi, quelle tradizioni vadano un po’ a sbiadirsi c’è se il sociologo John Thompson dell ’ Università di Cambridge scrive: “……le tradizioni non scompaiono ma perdono ormeggi nei contesti della vita quotidiana. “ e poi ancora in un passaggio che a noi interessa in modo particolare. “Le tradizioni resisteranno al passare del tempo solo se verranno continuamente immesse in nuovi contesti. La coltivazione dei valori e delle credenze tradizionali comincia a dipendere da forme di interazione che coinvolgono i prodotti dei media; la fissazione di contenuti simbolici su tali prodotti ( libri, film, ecc.) assicura una forma di continuità temporale che riduce il bisogno della reiterazione. E’ possibile che il rinnovamento delle tradizioni comporti un mix in costante mutamento di interazioni faccia a faccia e interazioni mediatiche”.
La nostra Contrada ha intrapreso questa direzione ritenendola quella giusta. Direzione che va sostenuta e incoraggiata , direzione che ci avvicinerà ancora di più alla riscoperta delle nostre tradizioni storiche e culturali, sia attraverso prodotti mediatici, sia attraverso presenze di rappresentanza e incontri associati ad iniziative conviviali.
Abbiamo una lunga strada da percorrere prima di poter dire:“ Io sono... la Contrada! “ Non smettiamo di camminare.
Il Priore
Chiavari Demetrio
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