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LA FESTA
Il 10 gennaio del 1499,il cardinale Rodrigo Borgia,da poco salito al soglio pontificio col nome di Alessandro VI,investe della Signoria di Nepi la sua amata e diletta figlia Lucrezia Borgia.
“ Dovettero senza meno i Nepesini in questa brillante occasione approfittare dell’opportunità datasi loro di cattivarsi l’animo di Lucrezia e rendere pago il desiderio del Pontefice,onde a suo tempo ritrarne vantaggio;che però grandi e solenni ,avran precorse le fastose accoglienze alla grande cerimonia del prestato giuramento di fedeltà e sudditanza,sicchè le pompose rimostranze,senza risparmio usate,esser dovettero il richiamo delle convicine popolazioni,per gustare di un tanto brillante e festevol giorno e ad ammirare le rare bellezze di Lucrezia nell’età piu’ florida e fresca. (Ranghiasci)
Oggi il Governatore del Ducato di Nepi annuncia così l’evento alla cittadinanza:
Allo die dell’avvento di Madonna Lucrezia dello casato delli Borgia nella civitate di
Nepi,eo,donno et summo Governatore et li altri officiali tutti, statuimus et ordinamus:
-che lo popolo tucto esponga dalle logge et dalle finestre li simboli e li stendardi delle contrade et che millanta fochi enalluminino la nocte et li monti et lo piano a modo che avvenga tuscto lo contado;che gli Arcieri et li Cavalieri della Contrada di S:Biagio,de Sancta Maria.de Sancta Croce et della Rocca,in leale tenzone scendano nello campo delli giochi per la conquista dello hambito palio,simbolo de forza et de maestria,nello modo che la contrada tucta dello vincitore ne vanti gloria per lo anno intero; che li giochi et li riti abbino durata di quattro jornate a maggior gloria,honore et beatificazione della magnifica Lucrezia et a consolazione dello popolo tucto.

La consegna delle chiavi della città rappresenta tradizionalmente per Nepi la fine del Medioevo ed il passaggio verso l’Era Moderna. Nepi ricorda l’avvenimento con una festa popolare,una vera e propria rappresentazione che coinvolge l’intero paese: Lucrezia Borgia con il Duca di Risceglie,i Priori,le Dame,i Cavalieri,gli Arcieri , i popolani ,gli sbandieratori e i tamburini riempieno le vie del paese.
Porta Romana,Porta Nica,la Cattedrale,il Castello dei Borgia e tutte le vie del centro storico assistono attoniti allo sfilare di un magico corteo di splendide figure in abiti d’epoca finemente riprodotti.
Il corteo,lentamente e silenziosamente,si muove lungo le vie del paese alla luce di torce e fiaccole e tra i chiaroscuri della sera sembra provenire da un mondo lontano richiamato dal suono squillante delle chiarine,mentre il rullo cadenzato dei tamburi riecheggia suoni ed atmosfere ormai lontane.
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